IL TEATRO POPOLARE

La commedia umana

Copioni di commedie dialettali rappresentale dalla Filodrammatica Bollatese – Per gentile concessione della Signora Giancarla Origgi

“Non c’è nulla di più popolare del teatro, soprattutto quello amatoriale, spesso ospitato in sale parrocchiali di paese. Nessuno ne parla ma è una realtà vivacissima e dai numeri sorprendenti, una galassia di circa 60 mila attori non professionisti e di oltre quattromila compagnie in tutta Italia. E questi numeri spiegano il successo e il grande seguito delle filodrammatiche locali.”

Nella sorprendente analisi del docente di drammaturgia Claudio Bernardi, Bollate può dirsi ben inserita a tutti gli effetti fin dagli anni Venti, quando è diventata famosa nell’intero milanese: nel 1925 i ragazzi dell’oratorio ,diretti da don Vincenzo Donadeo, hanno messo in scena ,in più serate ,“la Passione di Nostro Signore Gesù Cristo”, autentico kolossal della durata di 15 ore e ben 140 interpreti (cfr. la nostra storia Jesus Christ Superstar), riproponendo una tradizione legata allo spettacolo fai da te che è proseguita nel tempo declinandosi, in particolare, con il teatro dialettale. Riprendendo testi di autori ambrosiani come Edoardo Ferravilla o Gaetano Sbodio, periodicamente erano allestite commedie con i ragazzi del paese protagonisti.

“Jesus Christ Superstar”

“Jesus Christ Superstar” a Bollate è stato anticipato di mezzo secolo.Il musical statunitense di Rice e Lloyd Webber è datato 1971, mentre da noi la “Passione di N.S. Gesù Cristo” è stata messa in scena al teatro dell’oratorio nientemeno che nel 1925.Foto di gruppo...

Il Quadrilatero d’oro, ovvero il paradigma dell’aquila

Il Quadrilatero d’oro, ovvero il paradigma dell’aquilaBollate, le occasioni perdute e le opportunità futureL’aquila e ancora  per aria ad osservare. È tempo che ritorni al nido a Bollate. Si dirige verso casa, non ci sono cime nevose, immagino la sua casa su una...

Tra quelle maggiormente proposte, “Sabet Grass”, in occasione del carnevale, “la class di asen”, “el mari de la mia miee”, una serie di recite che si è sviluppata fino agli anni Sessanta sotto la guida del capocomico Enrico Airaghi. Singolare il suo approccio: arrivato a Bollate negli anni Quaranta con una compagnia itinerante di teatro tenda, era il clown, ha scoperto tra gli spettatori la compagna della vita, una autentica folgorazione: l’ha sposata 15 giorni dopo averla conosciuta. Così, al momento di smontare le tende per partire per una nuova tappa ,ha deciso di smettere con la vita da teatrante girovago, si è impiegato alla Léon Beaux di Baranzate e ha pensato di continuare a coltivare la sua passione sul palcoscenico dell’oratorio.

Enrico Airaghi con un vestito da clown anima le attività dell’Oratorio Feriale. Sotto la sua guida si tennero una serie di recite nei primi anni sessanta. (archivio Carlo Carli)

Addirittura, negli anni Sessanta si è cimentato con il cinema girando un cortometraggio muto, interprete principale Giancarlo Meroni, che ha pure dato il nome alla produzione: “Meronfilm”. Sulla scorta di questa lunga e appassionata storia di spettacolo amatoriale, diverse compagnie cittadine hanno raccolto il testimone proseguendo nella attività scenica; alcune sono ancora oggi operanti, con l’ obiettivo non solo di rappresentare momenti di svago e animazione ma anche di non disperdere un patrimonio artistico che ha fatto epoca in città.

La Filodrammatica Bollatese

Nel lontano 1995, la mia amica Tina Lazzati un giorno mi disse: “ma perché non vieni a recitare con me visto che parli bene il milanese?“ Io?, risposi sorpreso. L’unica esperienza teatrale che avevo fatto in vita mia era stata quella nei Martinitt, molti anni prima, quando partecipai alla messa in scena della “ Passione di Gesù “ interpretando il ruolo di Nicodemo.

Ma Tina insistette tanto che alla fine accettai e poi, sinceramente, la cosa un po’ mi intrigava.

All’epoca la compagnia era diretta dalla signora Sandra Fossati Barlassina, una cara persona, volitiva, caparbia , ottima organizzatrice e che ricordo con molta nostalgia. Sandra si avvaleva, per la regia, dell’aiuto di Luigi Molinari, regista e attore della compagnia “ Famiglia Bosina “ di Varese. Forte della esperienza acquisita , Molinari ha dato un prezioso contribuito alla compagnia bollatese, all’epoca denominata  “Filodrammatica Bollatese Gino.Peroni” ,dal nome del poliedrico artista locale, noto soprattutto per le sue opere pirografiche. Delle persone che componevano la squadra originariamente ho avuto il piacere di conoscere Umberto Barlassina, Giannino Radice, Anna Brusa, Giancarla Gervasini, con loro ho partecipato alle prime recite.

Inizialmente le rappresentazioni della Filodrammatica erano per lo più letture di brani e poesie in milanese, scritte da Gino Peroni e da altri autori lombardi.

Standing ovation al termine della commedia “La fortuna l’è sorda” 2000

Il mio debutto sul palcoscenico avvenne l’8 maggio 1995, con la commedia “El zio matt “ di Guido Bertini, per la regia di Luigi Molinari. E come per tutte le rappresentazioni a seguire fu un successo da tutto esaurito, dovuto anche al fatto che la cittadinanza si aspettava, e credo si aspetti ancora, eventi culturali e momenti di condivisione che permettano di partecipare e vivere la città.

 Il merito di questi successi, oltre agli attori e a Sandra Barlassina, va in parte anche a Martino Tuzzi, nonostante qualche incazzatura e sfuriata di troppo, ci ha sempre messo a disposizione lo Splendor il giorno prima dell’esordio, permettendoci di allestire al meglio le scene e le luci, (non posso scordare anche i ragazzi che gestivano con abilità e perizia l’impianto luci). Lo Splendor, oltretutto, si è sempre dimostrato un’ideale location per i nostri spettacoli sia come ampiezza del palcoscenico che come acustica.

Molti sono stati gli attori che hanno attraversato la storia della Filodrammatica Bollatese, la maggior parte sono stati concittadini, altri provenivano da fuori comune e partecipavano con entusiasmo all’attività, nonostante gli enormi sacrifici di spostamento che dovevano affrontare, tenuto conto che le prove avvenivano  nei giorni feriali dopo cena utilizzando il palco del vecchio cinema dell’oratorio. Considerato che si tenevano generalmente in autunno/inverno e la sala non era riscaldata, sovente si provava con cappotti e cappelli di lana. La passione per il teatro ci ha fatto superare anche questi ostacoli ed è sempre stata lo spirito che ci legava e che ha contribuito a farci proseguire nella nostra avventura artistica, unita alla idea di solidarietà che ,nel nostro piccolo, ci eravamo proposti come obiettivo principale Per questo motivo diverse nostre performance si sono svolte in ambienti inusuali per spettacoli teatrali, come quelli tenuti nel salone ricreativo della casa di riposo Perini di Rho, al teatro di Arese a favore della cooperativa sociale Nazareth, nel salone dell’oratorio di Senago. Anche se la vera ragione delle poche e vicine trasferte era prettamente di carattere logistico organizzativo in quanto non avevamo disponibilità di mezzi e non avevamo fondi o sponsor in grado di supportarci per gli spostamenti.

1996 “Saud el sciurett”

“El zio matt” – 1995

L’anima travasada – 1996

Molte sono state le persone che hanno dato la loro disponibilità a prendere parte alla nostra attività. Ricordarle tutte mi diventa difficile, anche perché ad un certo punto del nostro cammino ci è venuta a mancare la colonna portante e abbiamo dovuto andare avanti da soli , spinti dal nostro entusiasmo, le nostre idee, l’ esperienza acquisita. In primis vorrei ringraziare gli interpreti non bollatesi per la loro dedizione e abnegazione: i milanesi Emanuele Cislaghi, Luca Macalli e Gianluca Quesitonio; Nadia Carcano, Giovanna Zannol e Iride Di Ninno di Arese, Nicoletta Fossati di Novate .A loro si aggiungono  poi gli attori nostrani, a partire da quelli del nucleo storico, Milena Volpi, Cristina Ferri, Daniela Maffezzoni, Tina Lazzati, Giulia Carbonchi e la mitica suggeritrice Olga Ballabio, e ancora ,Giovanna Crippa, Giuditta Marazzi, Elisa Minora e le allora giovanissime debuttanti Laura Luzzini ed Erika Minora,insieme ai maschietti Mario Fedele, Luigi Parravicini, Stefano Minora, Paolo Preatoni, Attilio Lonardi, Tiziano Milani, Ernesto Doniselli, Ivan Cherubini, Angelo Albani. Quest’ultimo, grazie all’esperienza maturata con la Filodrammatica, ha successivamente costituito la compagnia chiamata “ I amis  del Giuedì “, ulteriore splendida realtà di teatro dialettale presente da anni nel nostro territorio.

Non ci siamo mai ritenuti degli attori professionisti o emuli dei Legnanesi ,non ne eravamo all’altezza ne tantomeno bravi come loro ,il nostro filo conduttore è stato quello di divertire e divertirci ,puntando a sostenere, attraverso il nostro impegno, persone e associazioni che operano nel sociale e qualche significativo risultato solidale siamo riusciti ad ottenerlo.

Di passione ne abbiamo profusa tanta, a testimoniarlo il cartellone delle commedie messe in scenanel corso degli anni.

Dicembre 1994 – LA CA’ DI LACRIM

Maggio 1995-EL ZIO MATT di G.Bertini ,replicata in Giugno

Aprile 1996-L’ANIMA TRAVASADA di G. Bertini

Novembre 1996 – SAUD EL SCIURETT EL M’hA REFUDAA LA DOTA

Maggio 1997-MENAGRAMM di G.Bertini

Dicembre 1997 – ANDREA LUMAGA TRASPORTI RAPIDI

Dicembre 1998-ANDREA LUMAGA TRASPORTI RAPIDI di R. Zago, replicata a Gennaio 1999 a Luino

Maggio 2000-LA FORTUNA L’E’ SURDA di L.Meroni, replicata all’auditorium don Bosco di Cascina del Sole a Ottobre

Maggio 2002-DE NOTT LE MEI DURMI

Maggio 2003-I SCALMANN DE LA SCIURA GIULIA di R. Silveri,replicata al teatro di Arese a Giugno

Novembre 2005- CHE GIBILEE’ PER QUATTER DANEE’ di A. Colantuoni ,replicata a Marzo 2006

Maggio 2007- ANDREA LUMAGA TRASPORTI RAPIDI di R. Zago

Gennaio 2008 -L’ULTIMA RINGHERA di E. Giannotta

Febbraio 2015-ANDREA LUMAGA TRASPORTI RAPIDI di R. Zago

Aprile 2015- ANDREA LUMAGA TRASPORTI RAPIDI di R. Zago- teatro Valle di Milano, per Associazione VIVIDOWN

Aprile 2017-PREVOST PER TRI DI di F.Dettamanti- teatro di Arese

Dicembre 2017-PREVOST PER TRI DI- auditorium don Bosco di Cascina del Sole, per IL SEME DELLA SPERANZA

Alcune locandine degli spettacoli rappresentati

Tutto questo lavoro è stato possibile grazie all’impegno di quanti hanno prestato tempo e professionalità in maniera assolutamente gratuita ,senza mai chiedere o pretendere aiuti di nessun genere, ci siamo avvalsi  solo della buona volontà di amici e conoscenti, senza ottenere nessuno vantaggio economico, ma unicamente un arricchimento umano. Quest’ultimo aspetto è stato quello che ci ha consentito di affrontare le problematiche organizzative ed economiche. Con orgoglio possiamo dire che ce la siamo sempre cavata con le nostre forze e ci riteniamo soddisfatti per quello che abbiamo fatto. L’auspicio è quello di continuare a farlo anche in futuro.

VALERIO FURLANI

Due articoli sugli spettacoli della Filodrammatica Peroni – anni Novanta

L’APPLAUSO CHE NON HA PREZZO

Quando la “Filodrammatica Bollatese” presentava uno spettacolo allo Splendor, andare ad assistervi per un bollatese doc era un imperativo.

Conoscevo tutti gli attori, li stimavo e apprezzavo per il loro impegno. Volevo essere partecipe, dare il mio contributo, senza recitare ma lavorare dietro le quinte, anche di queste persone c‘è bisogno in una compagnia scenica.

Telefono allora alla “patron” Sandra Barlassina per offrire il mio contributo e, a sorpresa, quando mi presento ad una riunione per la scelta del prossimo copione mi vedo affidare una delle parti principali A me? Chiedo sbalordita. Ma come non accettare una sfida?

Il giorno del debutto,con la recita  “La ca’ di Lagrim”, siamo tutti elettrizzati e molto timorosi al tempo stesso.

L’anima travasada – 1996

Valerio Fulani e Daniela Maffezzoni in “La fortuna l’è sorda” 2000

Vittorio Veronelli, Giancarla Origgi, Daniela Maffezzoni, Giovanna Crippa ne”La ca’ di lagrim” 1994

Giancarla Origgi e Stefani Minora in “La cà di lacrim” 1994

Luigi Molinari e Daniela Maffezzoni in “La ca’ di Lagrim” 1994

Sbirciamo in sala dal sipario, sembra piena. Noi siamo tutti accalcati dietro le scene, il fiato sospeso, l’adrenalina da prestazione che cresce. Si apre il sipario, la platea si zittisce di colpo e noi ci guardiamo l’un l’altro. E’ il momento della  suspence per capire come saremo accolti.

Gli attori in scena iniziano a recitare, prima battuta, la platea scoppia di risate E’ fatta,tiriamo tutti un sospiro di sollievo, la cappa di timore svanisce

Ed io, cosa provo quando entro in scena?

Non sento nulla, non vedo nulla, esiste solo il mio interlocutore e tutto il resto intorno a me scompare, scompare il pubblico, il caldo, la tensione, l’eccitazione, sono invasa da una grande calma, ho la sensazione di essere sola sul palcoscenico dialogando con il mio partner di scena:non sto recitando, sto vivendo quel momento.

Devo stare calma, attenta a non perdere le battute, perché un mio errore potrebbe portare anche l’altro a sbagliare, se lui ha studiato il copione puoi stare sicura, se invece si buca una battuta, dovremo essere capaci di rimettere nella direzione giusta il copione.

Quando cala il sipario e si conclude lo spettacolo non c’è cachet milionario che possa eguagliare il calore di un applauso appassionato e sincero. E questa è la vera soddisfazione

DANIELA MAFFEZZONI

Daniela Maffezzoni dialoga con un partner in una scena de” L’anima travasada”- 1996

Si ringraziano per il materiale gentilmente fornito  Giancarla Origgi, Daniela Maffezzoni e Valerio Furlani