E’ proprio il caso di dire che sono arrivato a Bollate “vegnu giò cun la piena”. Nel novembre 1951 la zona del Polesine fu investita da un’ondata di piena di eccezionali proporzioni che portò all’evacuazione della provincia di Rovigo e dei centri che ne facevano parte fra i quali Castelguglielmo, mio paese natale. I danni provocati alle terre coltivate e a tutto il sistema produttivo locale furono la causa di un ingente fenomeno di migrazione verso la Lombardia, l’Emilia e il Piemonte.
Approdammo a Bollate all’isola san Domenico, dove trascorsi la mia adolescenza. Qualche anno più tardi ci trasferimmo nelle case della Cooperativa Edificatrice lungo la via Vittorio Veneto. Qui, insieme a tanti coetanei, costituimmo la “compagnia del Masenoeu”- dal nome del rione periferico limitrofo a Traversagna- di cui facevano parte con me, Franco Gorini, Gianni Bertuzzo, Giuseppe Bergomi, detto “Gipp”, Carlo Ghioldi, Claudio Bassi, Pillitteri e altri. Ogni domenica pomeriggio nella cantina di Gianni Bertuzzo organizzavamo delle feste danzanti che avevano come colonna sonora i 45 giri con i successi dell’epoca , da Celentano a Mina, da Bobby Solo a Gianni Morandi , da Rita Pavone a Jimmy Fontana. Fu proprio in occasione di una di queste feste che conobbi Graziella, la cui solare allegria fece subito scattare, anche per via delle comuni origini venete, una simpatia reciproca che presto si trasformò in affinità sentimentale. Divenne, come si usava dire, “la mia ragazza”.