Quando il ciclismo riempiva di entusiasmo le vie di Bollate

C’è stato un tempo in cui, nelle domeniche di primavera e d’estate, Bollate cambiava volto. Le strade cittadine , oggi percorse dall’intenso  traffico quotidiano, si trasformavano in un circuito ciclistico dove lo sport diventava una festa popolare e il paese intero si ritrovava unito attorno a una passione comune per le due ruote  Quelle manifestazioni non erano semplici eventi sportivi: costituivano momenti di aggregazione sociale, occasioni di incontro e autentiche feste popolari.

Le competizioni erano organizzate dal glorioso Pedale Bollatese, fondato nel 1927, una società sportiva che ha scritto pagine gloriose della storia del ciclismo locale. La maggior parte delle gare si disputava su un circuito cittadino, lungo il quale si susseguivano rettilinei, curve e punti spettacolari che rendevano ogni corsa avvincente fino all’ultimo metro. Il classico percorso era costituito dalle seguenti vie : Via Cavour, ove si trovava la sede sociale presso la Trattoria Toscana e dove era situato il traguardo , Piazza Solferino , Via 4 Novembre , Via Leonardo da Vinci , Piazza Carlo Marx , Via Gramsci , Via Matteotti , Via Sartirana, Via Roma , Piazza San Francesco.

La partenza rappresentava il momento di maggior entusiasmo per gli spettatori. Lo spettacolo popolare aveva inizio.

L’organizzazione richiedeva un grande impegno e poteva contare sulla collaborazione di decine di volontari. Disposti lungo tutto il percorso, con le caratteristiche bandierine rosse, essi vigilavano sul regolare svolgimento della gara, garantendo la sicurezza dei corridori e del pubblico. A loro si affiancavano le staffette motociclistiche che precedevano il gruppo, annunciando con il rombo dei motori e il suono dei clacson l’imminente arrivo dei ciclisti, aumentando l’attesa e la partecipazione degli spettatori.

Dal palco situato in corrispondenza del traguardo lo speaker Piero Colombo, appena  intravedeva  le moto di servizio  in piazza San Francesco annunciava alla folla: Attenzione attenzione ! Corridori in arrivo!.

Cesare Anteo con bandierina di servizio in via Magenta

Umberto Doniselli e Massimo Luini che a bordo delle loro potenti moto svolgevano il servizio di staffetta. (1958)

Vittorio Crivellaro  (primo a destra) e Alessandro Toja, rispettivamente Presidente e segretario del Pedale attendono l’arrivo dei corridori. Accanto a loro Guerrino Sostaro, giornalista del settimanale Ciclismo d’Italia, che puntualmente riportava il resoconto delle gare bollatesi.

Massimo Luini a bordo della sua Guzzi (1958)

Lo staff schierato in Via Cavour prima di una gara (1956)

Adolfo Anteo in servizio

Lungo le vie  si respirava un’atmosfera difficile da dimenticare. Da entrambi i lati della carreggiata la folla si assiepava già diverse centinaia di metri prima della linea d’arrivo, tracciata con una spessa riga bianca sull’asfalto. Sopra di essa era teso il tradizionale striscione sorretto da due robusti pali, simbolo del traguardo verso il quale convergevano le speranze e gli sforzi degli atleti. Negli ultimi giri cresceva la tensione: il pubblico applaudiva, incitava i corridori e seguiva con il fiato sospeso gli scatti decisivi e le volate finali.

Il fatto che le gare si svolgessero quasi sempre di domenica favoriva una partecipazione ancora più numerosa. Intere famiglie uscivano di casa per assistere alla corsa, mentre amici e conoscenti si ritrovavano lungo il percorso per trascorrere insieme una giornata all’insegna dello sport.

Un rarissimo reportage di una delle prime gare del dopoguerra (1948)

Il punto di partenza in Martiri della Liberta

Particolarmente caloroso era il sostegno riservato ai numerosi corridori che indossavano la prestigiosa maglia nerostellata del Pedale Bollatese, autentico motivo di orgoglio cittadino. Ogni spettatore cercava di conquistare il posto migliore per assistere all’arrivo. Negli ultimi istanti della gara il silenzio dell’attesa lasciava spazio all’esplosione degli applausi, alle grida di incoraggiamento.

La linea d’arrivo era generalmente collocata nei pressi dei circoli e dei bar che, in quegli anni, rappresentavano i principali punti di ritrovo della vita sociale e sportiva di Bollate: il Circolo Nuova Luce di via Vittorio Veneto, la Stella di via Magenta, la Trattoria di via Cavour e il Bar Sport di via Garibaldi.

Via Vittorio Veneto  – 1959

Al termine della gara nessuno aveva fretta di tornare a casa. Si commentavano gli episodi decisivi, si ricordavano le fughe, gli inseguimenti e la volata conclusiva.

Immancabile era la presenza della miss per il bacio al vincitore abbinata alla consegna di una coppa o di un trofeo.  Erano momenti che rimanevano impressi nella memoria collettiva e contribuivano a rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.

Massimo Sattolo, uno corridori più vincenti del Pedale

Immancabile era la presenza della miss per il bacio al vincitore abbinata alla consegna di una coppa o di un trofeo.  

Premiazione del vincitore all’interno del Circolo Nuova Luce – 1959

1975 – Pietro Minora . uno dei fondatori  del 1927 del Pedale Bollatese si congratula con il vincitori di una gara appena conclusavi in Via Magenta davanti al Bar Stella

1956 –La premiazione sul palco del vincitore

Con l’avvicinarsi del centenario del Pedale Bollatese, che ricorrerà nel 2027, sarebbe bello poter far rivivere almeno in parte quelle emozioni che hanno caratterizzato un’intera stagione della storia cittadina. L’organizzazione di un circuito commemorativo o di una manifestazione rievocativa rappresenterebbe un significativo omaggio ai dirigenti, ai volontari, agli atleti e a tutti coloro che hanno contribuito a rendere il ciclismo uno dei simboli della vita sportiva di Bollate nel Novecento.

Sarebbe un’occasione per trasmettere alle nuove generazioni la memoria di un patrimonio sportivo e umano che merita di essere conosciuto e valorizzato, affinché le immagini di quel passato continuino a suscitare emozione e orgoglio nella comunità bollatese.

La foto inedita pubblicata qui di seguito costituisce un’importante testimonianza del prestigio raggiunto in quegli anni dal Pedale Bollatese.

L’immagine, scattata nell’estate del 1958, in occasione di un’importante gara ciclistica, documenta la presenza a Bollate di alcuni dei massimi esponenti del ciclismo nazionale e internazionale.

Si riconoscono infatti Vincenzo Torriani, direttore del Giro d’Italia (terzo da sinistra); Adriano Rodoni, presidente della Federazione Ciclistica Internazionale (quarto da sinistra); e dal leggendario campione Gino Bartali (settimo da sinistra).

Prima dell’inizio della corsa ,accompagnati da Pietro Minora (sesto da sinistra) e da Antonio Vegetti (penultimo da sin.) , dirigenti del Pedale Bollatese, unitamente al sacerdote Don Giovanni Fusi resero omaggio alla tomba di  Alessandro Carli, importante figura della vita cattolica cittadina, da poco scomparso in giovane età.

FOTO © Archivio Giordano Minora

Ha sempre coltivato diverse passioni. La musica nei suoi aspetti più vari, la fotografia, la storia locale e lo  sport sono sempre stati al centro dei suoi interessi. Una costante curiosità per tutto ciò che lo circonda lo ha portato a conoscere molti jazzisti italiani e americani o a scoprire aspetti dimenticati di quanto avvenuto in passato nella sua città. Ha collaborato alla realizzazione delle pubblicazioni Bollate 100 anni di immagini (1978), Una storia su due ruote (1989), Il Santuario della Fametta (2010), La Fabbrica dimenticata (2010), Il soggiorno a Bollate di Ada Negri (2014). Ha curato anche diverse mostre fotografiche, fra le quali La prima guerra mondiale nella memoria dei Bollatese (2015), La Fabbrica dimenticata (2010), I 40 anni di Radio ABC (1977). È tra i fondatori dell’Associazione Bollate Jazz Meeting (1994) di cui è segretario.
Giordano Minora